Visioni Riflessioni Passioni

JUMP CUT E GLI ARCHIVI ONLINE

La notizia delle scorse settimane è stata la messa in linea, open access gratuita, di tutto l’archivio della rivista Jump Cut. Una notizia magnifica, che sembra scaldare il cuore prima ancora di incendiare le ricerche. Sì, perché talvolta sapere di avere a disposizione un intero archivio digitale (in questo caso 58 numeri, destinati a continuare) fa sentire più felici ma rischia anche di farci sedere sugli allori. Non voglio fare discorsi un po’ patetici del tipo “è meglio fare ricerca trovando da soli e sudando sulle carte impolverate”, però è inevitabile che qualche elemento di pigrizia queste operazioni meritorie lo suscitino.

Detto questo, lascio la parola a David Hudson, che nel suo imperdibile Daily su Criterion scrive (e cita Julia Lesage): ” At the time, I didn’t know that a fifty-ninth issue was in the works, but here it is, a bountiful and varied offering of essays on topics ranging from Indian cinema to sexploitation in the 1960s to global superheroes. In an extraordinarily moving endnote, editor Julia Lesage writes about pressing on after losing her husband and cofounding editor Chuck Kleinhans nearly two years ago now. “Chuck was a packrat,” she writes, “a trait hard to live with but incredibly valuable in terms of his library and papers, which now give a rich, internationally oriented, sexually queer, and theoretically sophisticated overview of film scholarship, especially from the 1970s on. And Marxism, and cultural studies, and theater, and the avant-garde across the arts, etc. . . . Keeping Jump Cut functioning is a way of staying sane, so we’ll go for at least one more issue, with luck, and maybe another after that”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *